PROGETTO LETTURA in

“Energia: Sinergicamente insieme”

                                                                   

http://www.youtube.com/watch?v=h8rNlNpiG7k

ll Progetto “Energia:Sinergicamente insieme” è nato con lo scopo di far conoscere agli alunni le risorse energetiche alternative al fine di ridurre drasticamente la quantità di emissione di CO2, causa principale dell’inquinamento dell’aria.

 

È stato articolato in due percorsi : “Jesce sole” ( ambito scientifico) e “Il sole nella poesia, nel mito e nella favola ” ( ambito linguistico).

  

Ecco la scheda descrittiva del Progetto: 

 

“IL SOLE NELLA POESIA, NEL MITO E NELLA FAVOLA”

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I destinatari del Progetto sono stati gli alunni della IVC. lavoro di gruppo

Gli obiettivi specifici individuati sono stati:

  1. Saper lavorare in gruppo, tenendo conto delle esigenze altrui e collaborando attivamente.

  2. Leggere per “il piacere di leggere”: poesia, mito e favola.

  3. Produrre lavori artistici e immagini poetiche.  

 

 

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Gli alunni sono stati chiamati ad operare in maniera operosa nelle attività proroposte.

 

   

Il    Sole  è stato l’oggetto culturale di studio. 

sol

 

 

I contenuti sono stati proposti in modo facilmente comprensibile agli alunni che si sono mostrati attivi, curiosi, partecipativi e creativi. Le attività prescelte hanno tenuto conto dell’importanza di interagire con gli alunni per stimolarli alla riflessione, alla ricerca, alla risoluzione dei problemi.

Grazie alla flessibilità delle nuove tecnologie, gli alunni hanno avuto modo di tornare sopra il prodotto, correggerlo, reimpostarlo, concentrandosi sugli aspetti co e di buona scrittura. Il percorso sperimentato ha consentito agli alunni di acquisire le competenze specifiche riguardo alle attività e alle tematiche trattate e la produzione cartelloni.

Sono state proprio le esperienze pratiche che hanno garantito una valutazione positiva dell’esperienza didattica anche per la ricaduta in classe.

Alla fine dell’anno scolastico, come già da diversi anni, sarà organizzata una mostra didattica in cui gli alunni potranno raccontare le proprie esperienze e mostrare i materiali prodotti riguardanti i Progetti: SeT, Lettura e Legalità.

  

 

 penna

IL    SOLE   NELLA   POESIA

La poesia è un componimento scritto in versi. Ce ne sono di tanti tipi . Ma tutte hanno lo scopo di EMOZIONARE e di lasciare una suggestione nei lettori.

Il poeta è un uomo che vive gioie e dolori, nutre sentimenti di gratitudine e di  fratellanza, come gli altri uomini,ma li esprime; non li nasconde.

 

Laudato si’, mi’ Signore

cum tucte le tue creature.

Spezialmente messer lo frate sole

lo qual’è iorno et illumini noi per lui.

Et ellu è bellu e radiante

cum grande splendore:

di te, Altissimo, è la tua immagine.

San Francesco d’Assisi

 frate sole

Il Sole è la stella più splendente, non ha certamente eguali: rappresenta l’immagine del Dio. 

Sii lodato o Signore per mezzo di tutte le tue creature. Specialmente messer frate sole, il quale è luce del giorno e tu ci illumini per mezzo suo. Esso è bello, raggiante con grande splendore: è la tua immagine o Altissimo.

La prima creatura ad essere lodata, in particolare, è il sole, chiamato messere, cioè sovrano. È il primo della grande famiglia che deriva da Dio.

 

  La lode al Signore coinvolge anche quella delle sue creature. Dio si manifesta nelle opere dell’universo. Le cose non sono lodate in sé e per sé, ma in quanto, essendo opera di Dio, sono mezzi che avvicinano l’uomo al suo Signore Dio.

 

 

L’amor che move il sole e le altre stelle

(Dante Alighieri Paradiso - XXXIII,145)dante

 

 

 

 

 

É l’ eros , l’ amore divino, che non solo fa girare il mondo ma che ha creato l’uomo e in esso si è incarnato.

 

 Il Sole è opera di Dio. L’uomo deve custodire ed  accrescere le meraviglie del suo Creatore.

 

 

 

 

“Ognuno sta solo sul cuor della terra

trafitto da un raggio di sole

 ed è subito sera”

 Salvatore Quasimodo

 QuasimodoGrande

Subito, in quel calore del sole che tocca ogni uomo; subito in quel breve e intenso raggio di sole, appare la sera.   

In questa breve poesia è presente il dolore e la solitudine dell’uom

Preferiamo, però, spiegare che in essa il raggio di sole che ci trafigge é la felicità che questa Vita regala. Magari sarà una vita fuggevole, breve, ma così intensa e preziosa che arriva la sera a custodirla nello scrigno dei tesori.  

 

 

 

Il Sole  e l’estate

Il Sole  delizioso risplende.

In un mare blu e azzurrodel

piroettano giocondi delfini

Ed io mi sento  felice

sulla spiaggia d’oro                                    

Giulia  Tancredi 

 

StorieStorieStorieStorie

 

Il Sole nel mito

Il mito è una storia che ha come scopo quello di spiegare i misteri del mondo, le sue origini; cerca di spiegare  perchè il Bene perchè il Male. In altre parole, cerca di dare  risposte alle domande fondamentali che l’uomo sin dalle origini si posto e continua a porsi.

Ogni popolo ha elaborato i suoi miti.

Gli alunni Carmine  e Valentina propongono due miti. Il primo mito, nato in Sud America, tenta di rispondere alla domanda PERCHÉ ESISTE IL GIORNO,  PERCHÉ  ESISTE LA NOTTE?”. Il secondo mito è nato in Africa,  tenta di rispondere alla domanda “PERCHÉ  IL SOLE E LA LUNA VIVONO IN CIELO?”  

 

SOLE E LUNA   

 Mito del Brasile (Sud America) 

Ulunana volta, tanto tempo fa, Sole se ne andò a cac­cia nella foresta e trovò due pappagalli così pic­coli che non sapevano neanche volare.

Le loro piume verdi erano talmente belle che il cacciatore decise di portarseli a casa e di rega­larne uno a Luna, il suo compagno e amico.

Ogni giorno Luna  e Sole davano da mangiare ai pappagallini e insegnavano loro una parola nuova, finché gli uccelli diventarono grandi, for­ti e capaci di parlare come una persona.

Un giorno, un pappagallo disse all’altro: «Sole e Luna mi fanno davvero pena. Tornano a casa stanchi e non hanno nessuno che pesti il mais per loro.»

Ed ecco, un attimo dopo i due pappagalli si erano trasformati in ragazze dai lunghi capelli neri: una preparava da mangiare e l’altra stava di guardia, per paura che arrivasse qualcuno e le vedesse in quel nuovo aspetto. Verso sera Luna e Sole tornarono dalla caccia, e mentre si avvicinavano a casa sentirono uno strano rumore: pum-pum, pum-pum…

Sole appoggiò l’orecchio a terra e disse: «Forse sono i passi di un animale che attraver­sa la foresta!»

Il rumore diventava sempre più forte, sempre più forte, e quando i due cacciatori furono quasi sulla porta di casa, Luna esclamò:

«Non è un animale! Sembra che qualcuno stia pestando il mais con forza, come se avesse una gran fretta.»

«Hai ragione» disse Sole «in casa dev’esserci qualcuno, andiamo a vedere.» Ma nel momento stesso in cui entrarono, il rumore cessò: la ca­panna era vuota, a parte i due pappagalli appol­laiati su un trespolo.

«Guarda!» disse Sole. «Per terra ci sono im­pronte di piedi, ma chi può averle lasciate?»

«E il mais è pronto» aggiunse Luna. «Chi lo avrà pestato? Qui ci sono solo i pappagalli, e, an­che se volessero, non sarebbero capaci di fare una cosa simile.»

Era proprio un mistero! Per quanto ci pensas­sero, Sole e Luna non riuscivano a trovare una soluzione.

Il giorno dopo fu lo stesso: prima sentirono il rumore, poi trovarono le impronte di passi e il mais pestato. E intorno, nessuno. Allora decisero che avrebbero fatto finta di andare a caccia e si sarebbero nascosti accanto alle due porte di casa. Così, appena il solito pum, pum si fosse fatto sentire, si sarebbero precipitati dentro per sorprendere i misteriosi visitatori.

E infatti, dopo un po’, ecco il rumore del ba­stone che batteva il mais, ecco voci e risate di ragazze! Sole e Luna entrarono di corsa, uno da una porta e uno dall’altra. In casa c’erano due bellis­sime ragazze dai capelli lucenti, che vedendosi scoperte abbassarono gli occhi.

«Ecco chi ci preparava da mangiare! » disse Sole, rivolto alla più graziosa. «Ma chi siete, e da dove venite?»

«Siamo i pappagalli, non l’hai ancora capito?» rispose la ragazza. «Ogni mattina ci trasformia­mo in esseri umani e pestiamo il vostro mais, vi­sto che non c’è una moglie a farlo per voi.»

«Una moglie? Che buona idea!» disse Luna. «Non vi piacerebbe sposarci?»

Così Sole e Luna si sposarono con le ragazze-uccello, e siccome la casa era troppo piccola per tutti e quattro, decisero che Sole e sua moglie l’avrebbero usata di notte, mentre gli altri due ci avrebbero vissuto durante il giorno.

Ed è per questo che non li si vede mai insie­me: perché quando uno se ne sta a casa l’altro va in giro.

 

 

PERCHÉ  IL SOLE E LA LUNA VIVONO IN CIELO     

Mito della Nigeria (Africa) 

 Molto e molto tempo fa, il Sole e l’Acqua erano amici e vivevano tutti e due sulla Terra.

Il Sole andava a trovare l’Acqua quasi ogni giorno, ma, per quanto lui la pregasse, lei non ri­cambiava mai la visita.

Così il Sole le chiese:

«Perché non vieni mai a trovarmi, sorella mia?»

E l’Acqua:

«Se mi vuoi come ospite devi ingrandire la tua casa, perché ovunque io vada i miei parenti ven­gono con me: e sono molti, moltissimi! La capan­na dove vivi non potrebbe mai contenerci tutti.»

Il Sole decise subito di costruirsi una casa im­mensa e si mise al lavoro insieme a sua moglie, la Luna.

Appena ebbero finito, il Sole corse dall’Acqua e la invitò per il giorno dopo. E che portasse an­che la sua famiglia: c’era posto per tutti.

Quando l’Acqua arrivò, prima di varcare la soglia chiamò il padrone di casa:

«Eccoci, siamo arrivati! Sei sicuro che ci sta­remo tutti?»

«Ma certo» disse il Sole. «Hai mai visto una casa più grande di questa?»

Così l’Acqua cominciò a entrare: acqua di fiu­me e acqua di lago, acqua di mare e di torrente, di palude e di stagno… Acqua e ancora acqua, piena di pesci, di ranocchie, di squali; di cocco­drilli, di tartarughe, di ippopotami e di tutti gli animali che nuotano e sguazzano.

Dopo un po’ il Sole e la Luna si ritrovarono a bagno sino alle ginocchia e l’Acqua disse:

«Forse siamo in troppi, sarà meglio andar via.»

«Ma no» dissero Sole e Luna, che ci tenevano ad essere gentili «c’è ancora posto, entrate pure.»

L’Acqua continuò a riversarsi nella casa e in poco tempo fu abbastanza alta da arrivare al sof­fitto.

«I cugini e gli zii sono rimasti fuori della por­ta» disse l’Acqua al Sole e alla Luna, che nel frattempo si erano arrampicati sul tetto per non affogare. «Possono entrare anche loro?»

Il Sole e la Luna si scambiarono un’occhiata: dire di no sarebbe stato davvero troppo scortese. Così l’Acqua riempì la loro grande casa, ed

era tanta, tanta e poi tanta che alla fine copri il tetto e inghiotti la terra   tutt’intorno.

 Al Sole e alla Luna non restò che rifugiarsi in cielo, dove vivono ancora oggi. Nessuno dei due, infatti, ha voglia di bagnarsi i piedi.

 libro

Il    SOLE   NELLA     FAVOLE

La favola è un componimento letterario breve, narrativo che fornisce un insegnamento di carattere moraloe . I protagonisti delle favole sono in genere  animali dalle sembianze umane che rappresentano  vizi e le vitruù degli uomini

 

Anche nelle favole si fa ricorso alla figura del Sole, in cui però esso appare come un personaggio a tutti gli effetti ; fra gli esempi più noti vi sono, oltre a quelle di Fedro

( scrittore greco nato intorno al 15 a. C.) le favole scritte da Jean de la Fontaine, uno scrittore francese del 1600.

Ciro Scolese

IL    SOLE   E   LE   RANE

le raneSi celebravano, in piena estate, le nozze del sole.

il  sole  e le raneluca

Tutti gli animali ne erano lieti, e anche le ranocchie si davano alla pazza gioia. Ma una di esse saltò su : “Perché tutta questa allegria, o sciocche? Se, una volta sposato, il sole metterà al mondo un figlio come lui, che cosa mai non ci toccherà patire, dato che ora, da solo, riesce già a farci seccare tutti   i pantani?

Insegnamento : Ci sono molti uomini con poco sale in zucca che festeggiano avvenimenti per cui non ci sarebbe proprio ragione di rallegrarsi.

 

 Il Sole e il Ventovento

 

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In autunno si sa che pazzo è il tempo, ora piove, ora è bello, or splende il sole, or distende la bella Iride il lembo del suo vestito, avviso a chi viaggia di portarsi per strada un buon mantello. Balzana nominarono gli antichi una stagione siffatta, in cui mai troppe le previdenze son del pellegrino.

Un di questi era uscito un giorno appunto ben riparato contro ogni incostanza della stagione, in un doppio mantello di buona stoffa, allor che disse il Vento al Sole: – Ecco, costui, per quel ch’io vengo, ha provvisto assai ben contro gli eventi, ma non pensò ch’io so gonfiar le guance e con tanto soffiar impeto e forza, che strappo anche i bottoni; o vuoi ch’io provi a togliergli di dosso e con un colpo al diavolo mandar quel suo mantello? Vuoi vedere? così potremo un poco al bel volo godercela fra noi -.

Senza tante parole a lui rispose il Sole: – Anzi fra noi facciam scommessa a chi prima saprà scoprir le spalle del galantuomo. A te, comincia primo, ch’io mi lascio soffiar anche sul viso -.

Bastò il dirlo che il vento in un momento tien la scommessa e si riempie e si rigonfia, come un pallone, di nebbie e di vapori, e soffia e fischia e fischietta e tempesta, innanzi polveroso va superbo, e comignoli schianta e manda a picco più di una nave in mar per il capriccio d’un ferraiol, ahimè! Presto sul corpo il suo mantello si strinse il viandante, sì che il vento non entri. Invano s’insinua questo dentro le pieghe e sotto il bavero, perché l’uomo prudente ancor più stretto attagliasi il panno al dosso, e fu tempo perduto. Trascorso il tempo suo, cedette il Vento il gioco al Sol, che disperde in un tratto le nebbie e mostra il suo faccione lucente, e tanto scalda al galantuom la schiena, che sudato alla fin questi si tolse il mantello. Fu potente il Sole, facendo in breve tempo ciò che doveva.

Insegnamento : la dolcezza vince ogni furore.

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La festa della mamma

                                          Auguri      Mamma

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Per la festa della mamma abbiamo creato una pagina  dove troverete:  un biglietto di auguri realizzato dall’insegnante Gaio Rosanna , una poesia ” Grazie mamma ” che hanno recitato gli alunni per il giorno della festa mamma, infine la storia della festa della mamma .

 

 

 

Grazie mamma

perché mi hai dato
la tenerezza delle tue carezze,
il bacio della buona notte,
il tuo sorriso premuroso,
la dolce tua mano che mi dà sicurezza.
Hai asciugato in segreto le mie lacrime,
hai incoraggiato i miei passi,
hai corretto i miei errori,
hai protetto il mio cammino,
hai educato il mio spirito,
con saggezza e con amore
mi hai introdotto alla vita.
E mentre vegliavi con cura su di me
trovavi il tempo
per i mille lavori di casa.
Tu non hai mai pensato
di chiedere un grazie.
Grazie mamma.
~ Judith Bond ~

 

Storia della festa della mamma

La festa della mamma fu istituita nel 1914 negli stati Uniti su proposta di  Anna M. Jarvis.

Anna era molto legata alla madre, un’insegnante della Andrews Methodist Church di Grafton,nel West Virginia.
Dopo la morte della madre, Anna si impegnò inviando lettere a ministri e membri del congresso affinché venisse celebrata una festa nazionale dedicata a tutte le mamme. Questa festa doveva rappresentare un segno d’affetto di tutti nei confronti della propria madre mentre questa era ancora viva.

Grazie alla sua tenacia e determinazione, la prima festa della mamma fu celebrata a Grafton e l’anno dopo a Filadelfia: era il 10 maggio 1908.
Anna Jarvis scelse come simbolo di questa festa il garofano, fiore preferito dalla madre: rosso per le mamme in vita, bianco per le mamme scomparse.

Nel 1914 il presidente Wilson annunciò la delibera del Congresso per festeggiare questa festa la seconda domenica di maggio, come espressione pubblica di amore e gratitudine per le madri del Paese.
Da quell’anno fu istituito il “Mother’s Day”.
Oltre agli Stati Uniti questa data è stata adottata da Danimarca, Finlandia, Turchia, Australia e Belgio. In Norvegia viene celebrata la seconda domenica di febbraio , in Argentina la seconda di ottobre ; in Francia la festa della mamma cade l’ultima domenica di maggio ed è celebrata come compleanno della famiglia.
In Italia la Festa della mamma si festeggia la seconda domenica di maggio, come negli Stati Uniti.

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